collalti

la nostra storia

La ditta Collalti nasce nel 1899 con Rinaldo Collalti che inizia a quattordici anni, la sua attività di riparazione, fabbricazione e noleggio di biciclette. Si da il caso che non avendo ancora raggiunto la maggiore età, aprì il suo negozio tramite un suo parente che fece da garante e prestanome fino al traguardo dei ventun'anni.La sua passione erano i primi motori e le biciclette e con il tempo l'attività si concentrò sulla fabbricazione di nuovi modelli di quest'ultime arrivando, ad esempio, alla progettazione e realizzazione artigianale del modello “Graziella”, successivamente chiamato “Tiziana”, pur non tralasciando la progettazione di motori applicabili alle bici.
Nel 1910, assimilando nuove tecniche inizió a saldare i propri telai con la cosiddetta saldatura invisibile (con congiunzioni a innesto) e di li a poco a costruire biciclette sempre più leggere. Per quanto riguarda la verniciatura in quel periodo il materiale meno costoso era la pece; con l'introduzione delle prime vernici fu necessaria la spazzolatura dei telai che comportava un preciso e metodico lavoro di rifinitura. Spazzolando con la “tela smeriglia” la sua bicicletta personale, si rese conto che anche non verniciandolo, il telaio poteva avere delle interessanti potenzialità commerciali. La sua bottega poteva vantare una serie di strumenti all'avanguardia per l'epoca per la realizzazione di ogni parte della bicicletta, dai cerchi ai raggi, dai manubri alle selle; decisivo e fondamentale per la produzione fu il tornio a pedali, a oggi ancora utilizzato nel nostro negozio, che permetteva di fabbricare viteria e raggi.
Grazie all'aiuto dei suoi sei figli l'attività di Rinaldo ebbe una forte crescita che subì un arresto con l'avvento della seconda guerra mondiale. Durante questo periodo, per motivi politici, venne deportato con il primo dei suoi figli, Luigi, nel campo di concentramento di Mauthausen. Fortunatamente riuscirono entrambi a rientrare ma purtroppo il figlio dopo cinque giorni morì e Rinaldo dovette ricominciare daccapo.
Tutti i figli presero strade diverse, e solamente Nino lo seguì nel suo lavoro; insieme continuarono l'attività, ma a causa dell'aumento dei costi nella fabbricazione e la concorrenza delle grandi ditte, preferirono acquistare, da fabbriche più grandi, telai gia pronti da assemblare. La bicicletta veniva poi completata in negozio in base alle esigenze del cliente e della moda di mercato. Il lavoro proseguì nel migliore dei modi fino a quando, nel 1974, Rinaldo venne a mancare all'età di 90 anni e tutto passò nelle mani di Nino. Egli continuò con passione l'attività del padre, dedicandosi anche alla fabbricazione artigianale di tandem e risciò e alla progettazione di biciclette pieghevoli. Nino ebbe due figli, Tiziana e Danilo, e la prima pieghevole che produsse sulla base di un progetto del padre la chiamò proprio “Tiziana”. A causa del sopraggiungere di una grave malattia, suo figlio Danilo cominciò a frequentare il laboratorio all'età di 12 anni per affiancarlo nel lavoro. Da allora Danilo ha continuato  l’attività in officina mettendo a frutto tutti gli insegnamenti del padre continuando a lavorare ancora alla vecchia maniera: con passione e precisione artigianale.